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trio

La passeggiata del 26 dicembre (in.)


di scrittore
26.12.2025    |    83    |    0 6.0
"Lo succhio, tutto, il glande e l’asta poi lecco le palle e il cazzo è di pietra, mi fa alzare e voltare, le stesse cose che abbiamo fatto prima con la sorella, appoggio le mani su un ulivo e..."
Sono partito per la mia solita passeggiata stamattina seguendo oramai quel percorso che ritengo ideale per chi come me è bene che non esageri nel forzare quindi la prima parte in salita fatta a buon passo controllando costantemente il fiato e il ritorno molto comodo poiché agevole nel percorrerlo; nei miei last e nei racconti che ho scritto qualcuno sa che arrivo presso un monastero dove c’è un parcheggio costantemente deserto e dove in quel tratto il percorso si snoda su un pezzo immerso dentro un uliveto ed è molto salutare.
Quando sono arrivato all’imbocco del tratto verde lasciando la via asfaltata il silenzio era quasi totale se non per il verso di alcuni volatili e essendo oggi un giorno festivo anche le automobili sono quasi assenti e i cantieri chiusi, una situazione magica e molto rilassante.
Ho un vizio che reputo, a mio modo, molto interessante ovvero quando percorro il tratto campagnolo prendo lo smartphone e mi collego a siti dove posso vedere ed ascoltare dei video pornografici nella mia solitudine e neanche tengo il volume bassissimo sapendo che sono sempre solo.
Indosso cappello e giaccone, ho tolto i guanti e ho le cuffiette del mio mp3 sulle orecchie anche se ho spento l’apparecchio per poter ascoltare i suoni del sesso e oltre che camminare molto lentamente in questo tratto spesso mi fermo anche quando c’è un’immagine particolarmente interessante o una scena eccitante oltre modo.
Questa ragazza dentro il video sta subendo un atto osceno, piegata nella cosiddetta posizione della pecorina, a novanta gradi, è sottoposta ad un martellamento costante da parte di un gran bel cazzo di un tizio che si muove esperto nel suo ruolo e ogni volta che affonda i gemiti della donna sono musica per le mie orecchie.
Sono fermo lungo il percorso ricoperto di foglie cadute e sono concentrato pertanto non sento né i passi di qualcuno che sta facendo lo stesso mio percorso né tantomeno mi rendo conto che si è fermato alle mie spalle, essendo in discesa riesce a vedere anche dietro di me lo schermo del telefono, e sta osservando la stessa scena che lo schermo trasmette.
Quando mi accorgo della presenza faccio quasi un salto per lo spavento mentre abbasso il telefono poiché colto in flagrante e quindi in una situazione imbarazzante.
Però, niente male sento dire e subito dopo vengo passato da questa figura che riprende la sua camminata.
Il suo sedere anche se coperto da pantacollant invernali fa subito il suo effetto e mi riprendo di corsa cercando la migliore reazione quindi quasi mi metto a correre per poter affiancare questa persona senza mai staccare gli occhi dal suo fondoschiena.
Lei continua, è una ragazza, solo ora ne ho al certezza anche se il suo didietro è quasi una conferma e le dico che può anche rallentare così finiamo di vedere il video; si blocca e sorride poi risponde che il video non basta e allunga un braccio fino a stringere il mio cavallo, sono mezzo eccitato fin da quando è iniziato il video quindi la sua mano stringe e ho un immediata reazione passando da eccitato con tranquillità a eccitato completamente e quando si accuccia e mi abbassa i pantaloni della tuta cominciando quello che definirei un lavoro di bocca da grande professionista, resto imbambolato ma colmo di felicità.
Mentre succhia e lecca lo dice, dice che si è svegliata con la voglia di sesso e che una camminata l’avrebbe aiutata a smaltirla poi ha incontrato il video che stavo guardando e la situazione è precipitata, quando si è allontanata ha sperato che non la lasciassi andare ed ora ne godo i frutti.
Dopo un tempo in cui non smette di succhiare la sollecito ad alzarsi perché a questo punto voglio di più e spero che anche lei sia d’accordo e infatti la volto verso un ulivo dove può sostenersi con le mani e le abbasso i pantacollant, il culo a vista mi regala un guizzo di eccitazione che se non sto attento rischio di godere, mi accuccio e passo le mani e poi la lingua su quelle forme splendide e fresche poi sapendo che resistere è difficile mi piazzo nel modo migliore per penetrarla e dare via ad una scopata non solo inattesa ma piena di energie e di voglie e mentre il cazzo scorre subito senza ostacoli tra quelle carni sode i suoi lamenti sono una musica celestiale.
Spingo con ritmo poi aspetto che raggiunga l’orgasmo, è un mio vizio arrivare sempre a fare godere il partner prima di ogni altra cosa e quando gode i suoi suoni mi rimangono impressi facendomi provare nuove emozioni e poiché so che resisterò poco per una situazione nata casualmente e con il rischio che ci possano vedere faccio quello che ho in mente fin da quando l’ho visto, entro tra le natiche, affondo mentre lei ancora sta riprendendosi dal piacere e mi attacco a lei entrando senza grossi problemi, si capisce che non è novizia, amo scopare il culo perché amo anche farmelo scopare e conosco le sensazioni in entrambi i casi e so che se in questo momento sono uomo attivo devo spingere senza remore e andare giù fino a sbattere i testicoli sulla carne e poi con un ultimo affondo non riesco a trattenermi e mi svuoto godendo dentro questo culo liscio e tremando per le sensazioni.
Come esco lei si volta e sorride, bacia il mio pene ancora tutto bagnato e poi se ne va camminando veloce e la osservo mentre mi tiro su i pantaloni della tuta e risistemo il cappello e il resto.
Sul telefono le immagini scorrono, parlano di sesso, di desideri soddisfatti.
Non muovo un passo perché questo tizio che sta attraversando lo stesso percorso dove mi trovo adesso ed è vestito come me, cappello, guanti, giaccone mi si rivolge ma non capisco subito cosa vuole.
Dovrei ignorarlo e riprendere il cammino ma avvicinandosi mi spiega che mi ha riconosciuto dal giaccone bianco, ha letto i miei annunci, del luogo, del fatto che sono sempre a piedi e appunto del giaccone, non può sbagliarsi e in effetti cercare di distrarlo dicendo che si sbaglia non è il caso, passerò qui ancora tante volte quindi inutile fingere.
Ammetto che non ha peli sulla lingua, se è qui è perché era quasi certo che sarei passato, che mi aspettava e che comunque ciò che è accaduto poco fa lui ha visto, ha osservato la scena intera ma è qui per altro, non per farsi scopare ma per scopare, io non ce la farei, ho goduto da poco ma è scaltro, è lui che vuole scopare in modo attivo, tira fuori il suo arnese duro e mi invita a prenderlo in mano, vorrei chiedere perché non ha provato con la ragazza e mi dice ridendo che è sua sorella, quasi quasi mi sembra un gioco dove io sono il premio e mi spinge ad abbassarmi e aprire la bocca.
Lo succhio, tutto, il glande e l’asta poi lecco le palle e il cazzo è di pietra, mi fa alzare e voltare, le stesse cose che abbiamo fatto prima con la sorella, appoggio le mani su un ulivo e subito percepisco la cappella e poi le sue mani che mi aprono le natiche si accosta per spingere, entra dentro incurante dei miei lamenti, affonda, si stringe a me e poi si muove e capisco che non durerà troppo, si muove come se sapesse di non resistere e allora lo incito a scopare, a non abbandonarsi, a vincere e si distrae cercando di durare a lungo e in parte ci riesce poi il getto caldo mi riempie le viscere, gode dentro di me, attaccato alle mie carni, si svuota e poi lo sfila e mi volto vedendo ancora lo sperma che cola dal pisello, sorrido.
Se ne va come ha fatto la sorella, mi devo ancora rivestire e sono solo, mi guardo in giro, non vedo nessuno per fortuna.
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